Vi fareste governare da Obama? /2

Un politico che bluffa
Solo che. Solo che poi, a ben guardare, ad ascoltare con più attenzione, Obama si è rivelato soltanto un lontano nipotino di quell’afflato fortemente biblico che viene da lontano e che soffia sull’America da molto prima che si alzasse il sogno kennediano. Sogno spurio e giovanneo quanto si vuole, ma che affondava le sue radici nell’anima speranzosa americana, più che in quella gotica. Invece il candidato Barack – reverendo Wright a parte, non è quello il punto né lo scandalo – è apparso il politico che bluffa sul contenuto religioso della sua idea di giustizia. Che parla di pace ma un po’ troppo alla buona. Di equità sociale, ma poi il suo vero problema, se vuole arrivare alla Casa Bianca, è quello di farsi accettare da una società e da un partito in cui comanda l’ideologia liberal e business oriented dei clintoniani, non certo quella dei sogni populisti riverniciati alla reverendo Jackson. Obama è il giovane politico a cui scappa detta la battutaccia sull’aborto, su sua figlia che mica la “vorrebbe punita da una gravidanza”.
Insomma doveva essere un profeta, e invece è venuta fuori la faccia sciapa di un cattolico adulto, troppo adulto, trasportato oltreoceano. Sembrava l’anello di congiunzione tra Veltroni e Kennedy, e invece alla fine Obama è solo un Dario Franceschini coloured. La versione americana del cattodem senza più neanche Dossetti, ma col solo assillo di mettersi d’accordo con il Partito democratico, in un tripudio di ritrovata laicità. Ma Franceschini non ha fatto sognare nessuno qua. Dura che la sua versione americana faccia sognare, là, la costituency religiosa democratica.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
